Alle radici dell’Elba: la ricetta della schiaccia briaca

Abbiamo già parlato della famosa schiaccia briaca, dolce tipico della tradizione elbana, che ha accompagnato generazioni e che tutt’oggi rimane uno dei prodotti da provare all’isola d’Elba.

La storia racconta che la schiaccia briaca fu creata dalle donne per dare un po’ di forza ai loro uomini in mare, carico di calorie e grassi, è per eccellenza uno dei dolci più gustosi e particolari dell’isola, che negli anni è diventato un prodotto tipico. Come da antica tradizione campanilista, il dolce ha le sue varianti, le principali sono quelle proposte dai paesi di Rio e Capoliveri. Nel primo caso la schiaccia risulta più “briaca” data la presenza dell’aleatico (vino doc elbano) e alchermes, che la rendono più rossa. Nel secondo caso, dalla tradizione capoliverese, la schiaccia è bagnata col moscato, quindi risulta più chiara.

Oggi ci addentriamo in questa importante e ardua impresa di riprodurre la schiaccia briaca e da buona riese, ovviamente, seguirò la ricetta di mia nonna che sosteneva che il dolce avesse origine dal coccolo in su ovvero da Rio Elba (adesso Rio) in su.

Riprendo così un vecchio ricettario dalle pagine consunte, macchiate di olio e aleatico e sfoglio fino alla “S”, eccola lì, la schiaccia briaca. Quante ne ha fatte mia nonna! Partiva da Natale e arrivava fino ad agosto, in casa la schiaccia briaca non mancava mai e ogni volta sembrava più buona.

Gli ingredienti sono pochi e semplici:

  • 1 kg di farina bianca
  • 500 gr di zucchero
  • 200 gr di uva secca
  • 300 gr di frutta secca tritata (noci, mandorle, nocciole)
  • 2 bicchieri di olio
  • Aleatico quanto basta
  • 3 bicchierini di alchermes
  • 1 bustina di lievito in polvere
  • Pinoli

Il primo passaggio è quello di tritare la frutta secca.

Mi ricordo che a casa di mia nonna si passava pomeriggi interi al tavolino a sbucciare le noci e le mandorle tra una chiacchiera e una risata. Oggi troviamo le confezioni di frutta secca già pronta e sbucciata. Un secondo passaggio sarà quello di mettere l’uva secca in un contenitore d’acqua tiepida in ammollo per circa 20/30 minuti.

Per la Schiaccia Briaca dell’Elba fate così

Sul piano di lavoro disporre una parte di farina, il lievito, ¾ di zucchero, la frutta secca tritata grossolanamente e ¾ di uva secca. Iniziare a mescolare gli ingredienti aggiungendo man mano l’olio, 1 bicchiere di aleatico e 1 bicchierino di alchermes e la farina che l’impasto assorbirà. Non impastare eccessivamente, altrimenti si rischia che la schiaccia si indurisca.

Una volta ottenuto un bel composto omogeneo e roseo, dividerlo in tre parti uguali e stendere ciascuna parte in una teglia da 22 cm. Quest’ultima deve essere ben unta con olio e foderata con carta forno, anch’essa ben oleata. Prima di infornare, coprire l’impasto con pinoli, uva secca, due bicchierini di alchermes misti a due cucchiai di olio e spargere bene sulla superficie. Per ultimo spolverare di zucchero semolato.

Infornare le teglie a forno caldo (purtroppo nella ricetta ufficiale non ci sono scritti i gradi, io ho impostato il forno statico a 180°) e lasciar cuocere per 40/50 minuti.

La casa si inonderà di un odore inebriante che a me ha fatto ricordare i pomeriggi passati con mia nonna e sono stata orgogliosa di essermi cimentata in questa ricetta così importante e significativa per il nostro territorio.

Vi posso dire che il risultato è eccezionale e che, come si dice dalle nostre parti: “Ci canteno l’angeli”.

2 comments
Alle radici dell’Elba: la ricetta della schiaccia briaca

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  • Graziano Berti - 27 Marzo 2020 reply

    Ringrazio l’autrice per aver proposto una delle specialità che più ho amato fin da bambino. Sono un ultrasettantenne figlio di elbani che ha avuto la fortuna di trascorrere tutte le vacanze scolastiche dell’infanzia con i nonni materni e paterni tra Rio Elba Marciana Marina e Pomonte . Due erano i piatti preparati dalle mie nonne che amavo. La ” Pasta passata “di pesce a Marciana Marina e la ” Stiaccia briaca ” a Rio. Del primo piatto purtroppo da allora si sono perse le tracce. Giorni fa ho avuto il piacere e la fortuna di gustare la schiaccia riese preparata secondo la ricetta tradizionale da una giovane signora di Rio. È stato come tornare indietro di oltre sessanta anni. Esperienza fantastica. Nulla a che vedere con le schiacce proposte da vari forni e pasticcerie dell’isola. Un consiglio: gustatela con un bicchiere di buon aleatico.

  • Camilla - 30 Marzo 2020 reply

    La ringrazio Graziano per aver condiviso con noi queste immagini della sua infanzia e delle vacanze passate all’Elba. E’ un piacere leggere che un sapore, come quello della schiaccia briaca, possa riportare alla mente così bei ricordi! Un buon bicchiere di aleatico è sicuramente un ottimo modo di accompagnare il dolce!
    Ancora grazie,
    Un saluto da me, Camilla, e lo staff Tesi Viaggi

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