Il vino come i greci. La storia dell’esperimento di Antonio Arrighi

Antonio Arrighi è il proprietario dell’Azienda Agricola omonima che si trova a Porto Azzurro, circa 15 minuti di macchina da Portoferraio. A rendere famosa l’azienda sono i suoi prodotti: olio, aleatico e vino su tutti. Proprio per quest’ultimo Antonio ha dedicato un percorso di ricerca e innovazione, cominciato nel 2018, rivolto alla ricerca di nuovi gusti, al miglioramento della qualità.

Innovazione però non vuol dire necessariamente guardare al futuro, così Antonio si è rivolto al passato, alle vecchie tecniche di produzione del vino, andando a studiare come un tempo molto, molto lontano veniva prodotto il “succo d’uva” dai greci. 2.500 anni fa.

Antonio Arrighi Vino Greci Elba

Il progetto, coadiuvato da Attilio Scienza professore ordinario di Viticoltura all’Università degli Studi di Milano, ha cominciato così a produrre idee concrete, azioni reali e soprattutto tentativi che, come ammette lo stesso Arrighi, erano rischiosi: non sapevano dove sarebbero arrivati in termini di risultati.

Antonio Arrighi e l’idea del vino sott’acqua

Di questo si tratta infatti: far riposare l’uva sul fondale. Così i grappoli, inseriti dentro delle ceste di vimini, sono stati posati sul fondale per alcuni giorni e successivamente fatti appassire sulle cannucce e infine in anfora.

Un’operazione nel nome dell’antichità, ma anche, come abbiamo detto, dell’innovazione per un’idea di vino diversa, figlia della storia.

Come funziona

Si tiene l’uva in mare, all’interno di ceste in vimini, alla profondità di sette metri (l’operazione è stata fatta in mare aperto a Porto Azzurro), in questo modo l’uva si disidrata più velocemente, arrivando alla maturazione perfetta. Dopodiché si mette ad appassire per essere infine vendemmiata nelle anfore. L’idea dell’uva in immersione è stata del professor Scienza, ma il progetto è stato seguito anche dall’Università di Pisa.

Il vino non è ancora pronto per il commercio, ma Arrighi ha già dichiarato che ripeterà l’esperimento anche nel 2019, migliorandone alcune dinamiche per arrivare a un prodotto praticamente perfetto (e commercializzabile, aggiungiamo).

Guarda il trailer del documentario di Stefano Muti, Vinum Insulae, candidato al 26° Festival International Oenovidéo di Marsiglia😉

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